La saldatura robotizzata è una delle tecnologie più interessanti per chi vuole automatizzare i propri processi produttivi. Permette infatti di aumentare la qualità, ridurre i tempi e abbattere i costi, ma è fondamentale capire quando conviene applicarla e quali sono le soluzioni più adatte.
In un precedente articolo abbiamo già parlato della saldatura robotizzata, qui vediamo le risposte alle principali domande delle aziende che vogliono sfruttare la potenza e la velocità dell’automazione per le loro produzioni.
Quali sono le principali tipologie di saldatura con i robot?
Le tecniche di saldatura più diffuse sono:
- Saldatura a punti o proiezione: tipica del settore automotive, usata per esempio sulle portiere delle auto.
- Saldatura a filo MIG/MAG: la più comune; la scelta tra gas inerte (MIG) o gas attivo (MAG) dipende dal tipo di applicazione.
- Saldatura TIG: simile alla saldatura a filo, ma con elettrodo di tungsteno invece del filo.
- Saldatura laser: tecnologia molto precisa, ma complessa e delicata da applicare.
Se un pezzo viene saldato manualmente con un determinato tipo di saldatura, usando il robot è necessario cambiare tecnica?
Nella maggior parte dei casi no: il tipo di saldatura rimane lo stesso, perché è vincolato da test e specifiche tecniche. Il robot sostituisce l’operatore, ma il processo resta coerente.
È importante avere esperienza manuale per programmare un robot di saldatura?
Sì, moltissimo. Conoscere bene la saldatura manuale significa capire il processo, e questo rende più semplice programmare correttamente il robot. Senza esperienza, diventa molto più difficile. Per questo motivo è consigliato affidarsi ad un’azienda specializzata in questo tipo di lavorazione, per avere i migliori risultati nel minor tempo possibile, contendo i costi. È possibile comprare una macchina automatizzata già “pronta” in senso standard, ma bisogna poi tenere conto delle capacità e dell’esperienza necessarie per fare in modo che tutto funzioni al meglio secondo le proprie esigenze specifiche.
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Come è fatta un’isola di saldatura automatizzata?
Un’isola di saldatura automatizzata è costituita da una cella in cui operano macchine standard: il pezzo viene portato davanti al robot tramite posizionatori, si caricano i componenti e si procede con la lavorazione. La dimensione e la tipologia del posizionatore variano in base alla grandezza e alla forma del pezzo da saldare.
Sul mercato sono disponibili isole di saldatura già pronte, che differiscono principalmente per dimensioni: di conseguenza cambiano anche i pezzi che possono essere trattati e i relativi sistemi di mascheraggio.
In ogni caso, una cella di saldatura è composta da tre elementi fondamentali: il robot, il sistema di saldatura (un dispositivo accessorio e non parte del robot stesso) e il posizionatore.
Come funzionano i posizionatori nella saldatura robotizzata?
Il posizionatore è un elemento chiave della cella di saldatura:
- garantisce sicurezza, tenendo lontano l’operatore dal robot;
- consente di caricare e scaricare i pezzi mentre il robot lavora, riducendo i tempi morti;
- può avere diverse configurazioni: da quelli più semplici a due stazioni fino a quelli orbitali, che permettono di saldare un pezzo da più angolazioni.
Ovviamente, più assi e più complessità significano anche un aumento dei costi.
Conviene automatizzare la saldatura di pezzi grandi o piccoli?
Dipende. Se si tratta di pochi pezzi grandi, probabilmente non conviene investire in un impianto. Ma se i volumi sono alti, anche lavorando pezzi piccoli e di valore non elevatissimo, allora il robot può fare la differenza producendo centinaia di unità all’ora.
La regola è semplice: più il processo è ripetitivo e con alti volumi, più ha senso automatizzarlo.
Che cos’è il mascheraggio e perché è così importante?
Il mascheraggio è la struttura che tiene fermi i pezzi da saldare. È una delle parti più delicate di ogni automazione, perché:
- se fatto bene, può comportare maggiori investimenti, ma aumenta produttività e riduce gli scarti;
- se fatto male, crea perdite invisibili, scarti, rallenta i cicli e riduce i margini.
Un buon mascheraggio va progettato con cura e conviene sempre affidarsi a esperti piuttosto che improvvisare.
Meglio formare personale interno o affidarsi a professionisti esterni?
Se non si hanno già competenze solide in azienda, è molto più conveniente affidarsi a professionisti. L’esperienza è fondamentale: un impianto di saldatura robotizzata mal gestito rischia di diventare un costo anziché un investimento.
Come far funzionare al meglio un robot di saldatura?
La chiave è la pianificazione iniziale. Bisogna studiare bene:
- il pezzo da produrre,
- la tipologia di saldatura,
- il mascheraggio,
- e il ciclo produttivo.
Per questo motivo molte aziende di produzione decidono di affidarsi ad aziende specializzate esterne, che hanno già esperienza, macchinari idonei a lavorare con pezzi diversi (a seconda dell’esigenza), e software CAD 3D per simulare l’ingombro dei pezzi e ottimizzare i cicli di lavoro, abbattendo tempi e costi.
I robot di saldatura migliorano anche i processi a monte e a valle del processo di saldatura in sè?
Sì. La robotizzazione impone automaticamente standard qualitativi più alti: al robot devono arrivare pezzi perfetti, altrimenti si rischiano scarti. Questo porta a migliorare l’intera filiera produttiva e ad aumentare la redditività complessiva.
Come capire se la saldatura robotizzata conviene davvero?
Dipende da tre fattori principali:
- Numero di pezzi da produrre – più sono, più conviene.
- Valore del pezzo – in linea generale, quando il margine unitario è elevato, l’automazione risulta conveniente anche con quantità prodotte non particolarmente alte. Al contrario, se il margine per singolo pezzo è ridotto ma i volumi di produzione sono molto grandi, l’automazione è comunque vantaggiosa, poiché la robotizzazione incrementa l’efficienza e l’effetto moltiplicativo diventa significativo.
- Tempo di lavorazione – in certi casi conviene automatizzare anche produzioni piccole, se il processo è lungo o molto ripetitivo.
Casa della Saldatura: la scelta vincente per i processi di saldatura robotizzata
La saldatura robotizzata è una scelta vincente quando c’è un equilibrio tra volumi, complessità e valore del pezzo.
Pianificazione, mascheraggio ed expertise nei processi sono gli aspetti più critici: se curati con attenzione, permettono di ottenere grandi vantaggi in termini di produttività, qualità e profitti.
Casa della Saldatura, azienda attiva dal 1986, offre servizi di saldatura robotizzata conto terzi su componenti in acciaio e alluminio, rivolgendosi ad aziende di qualsiasi settore e dimensione.
La sede, che si estende su 2.000 mq totali (di cui 1.200 coperti), è dotata di impianti moderni e multifunzionali per la lavorazione e la saldatura robotizzata dei metalli.
Grazie a un parco macchine avanzato e a un team altamente qualificato, l’azienda assicura standard elevati di qualità e produttività in ogni tipo di lavorazione e saldatura proposta.
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